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Serata con Giuliana Stecchina

10 febbraio 2012

Giuliana Stecchina riceve i ringraziamenti dal Presidente

La prof.ssa Giuliana Stecchina ci ha intrattenuto con una appassionata conferenza sul tema” Voci e parole tra realtà e mito”.

Giuliana Stecchina, laureata in filosofia, concertista e titolare della cattedra d’arpa al Conservatorio di Trieste, conduttrice radiofonica, autrice di racconti, pièces teatrali e dei volumi “Rossini e dintorni” e “Parole e non”, volge i suoi interessi a temi della musica e della comunicazione.

Di seguito un riassunto della conferenza, inviatoci direttamente dall’autrice.

Voci e parole nella realtà e nel mito

La voce è la prima manifestazione d’esistenza e d’emozione: già nei suoi primi suoni disarticolati veicola intenzioni espressive e comunicative, nella sua essenza è portatrice di informazioni che identificano esseri viventi e non.
Le voci della natura, degli animali, dell’uomo e quella delle cose sono sempre indicative di vita e di movimento. Senza voce non c’è personalizzazione: la voce è la firma che caratterizza l’intero creato. L’universo vibra di voci e suoni che hanno attratto e soggiogato l’uomo fin dalle sue origini.
Il passaggio dalla voce alla parola appartiene solo all’uomo: non è scontato né rapido e s’identifica in precise tappe articolate nei primi anni di vita. L’evoluzione fisica, l’appartenenza culturale, l’interazione famigliare ne determinano la qualità e la specificità. Nell’arco dell’incontro sono stati percorsi tempi e modalità di evoluzione verso la parola, dal cinguettio, alla lallazione, alla olofrase ed è stato ricordato il corrispettivo linguaggio espresso dai famigliari del piccolo, in ispecie il madrese: quella comunicazione affettiva e cognitiva, articolata su toni di voce più acuti del normale, dotati di scansione, accompagnati da sorrisi, carezze, coinvolgimenti giocosi.
Il madrese, come dice la stessa parola, è la lingua della madre che fin dal primo momento di vita vuole inserire il bambino nel suo ambiente di appartenenza e si fa mediatrice fra il piccolo e il mondo circostante. È un linguaggio che deve avere dei precisi limiti temporali, poiché pur utilissimo e coinvolgente nei primi anni di vita del bambino, se protratto per un periodo troppo lungo, diventa frenante la naturale evoluzione del linguaggio infantile.
Ma non solo l’evoluzione conoscitiva del bambino passa attraverso la parola: questa segna anche l’inizio del mondo ed è proposta come origine della cosmogonia biblica e di quella indiana.

Nell’arco della serata la prof. Stecchina, che da anni dedica vivo interesse all’antropologia della comunicazione sonora, ha esteso la problematica del suono e della voce ad esempi carpiti a religioni, a mitologie, alla letteratura e alla musica.
La conferenza è stata suggellata da domande e dialoghi sollecitati dallo stesso attento uditorio che ha coinvolto l’ospite in ulteriori, gradite precisazioni: scambi comunicazionali proseguiti anche in un dopocena molto piacevole.

In allegato uno scritto dell’autrice, che ho trovato in rete, dal titolo “SILENZIO -PROFILI TEMATICI DI UNA MODALITÀ COMUNICATIVA
NON GESTUALE”.

“Se la parola segna il confine fra la comunicazione umana e quella animale, la consapevolezza del silenzio e del tempo scandisce il senso della natura, del sapere e della vita interiore.   Il silenzio viene analizzato in se stesso, attraverso l’accezione del “silere” e del “tacere” e relativamente alla lettura, all’ascolto e alla mistica, compresa la comunicazione silenziosa della telepatia e della chiaroveggenza”.

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