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Conversazione con il socio Ezio Gentilcore

13 novembre 2011

Mercoledì  9 novembre  il socio Ezio Gentilcore ci ha  intrattenuto con una conversazione dal titolo “Dalle esperienze storiche comuni alla comune civiltà, alla unità politica della Nazione.  Riflessioni in occasione del 150° anniversario dell’ Unità d’ Italia”.

Per coloro che non hanno potuto partecipare,  tra i quali lo scrivente, l’amico Ezio ci ha inviato una relazione sull’argomento trattato.

Dalle esperienze storiche comuni alla comune civiltà, alla unità politica della Nazione. Riflessioni in occasione del 150° anniversario dell’ Unità d’ Italia.

Festeggiamo il 150° anniversario dello Stato Unitario, la Nazione è molto più antica.
Già Augusto aveva  definito l’ Italia in 11 regioni, Istria compresa,  ed ai suoi abitanti aveva esteso la cittadinanza romana
Le invasioni barbariche rimescolano le carte ma la civiltà di Roma viene conservata (ruolo positivo della Chiesa)
Si continua a parlare di Italia e Ottone I diventa re d’ Italia e imperatore del Sacro Romano Impero inizia la lotta per le investiture.
La Chiesa impedirà per secoli l’ unità della Nazione perché vuole conservare il suo potere temporale.   Non si forma uno stato unitario.
Gli stati italiani che si formano sono ricchi, conservano e sviluppano la comune civiltà ma sono spesso in lotta fra di loro.
Dal latino al volgare che si estende in tutta Italia anche se localmente si parla in dialetto;  il toscano, che ha preso il sopravvento (Dante Petrarca Boccaccio) viene usato nei rapporti fra i diversi stati italiani.
Si conserva la comune civiltà e si sviluppa la comune cultura ( Rinascimento) con apporti da tutte le popolazioni italiane (esempio locale: Biondi, Fortunio, Boscovich,…)
A causa della debolezza politica, dovuta alle lotte fra gli stati italiani si hanno nuove invasioni:  dal 1492  al Risorgimento arriveranno prima  i Francesi poi prevarranno gli Spagnoli e infine gli Austriaci. Invasioni e impoverimento del Paese ma la  cultura italiana rimane importante anche a livello europeo.
La rivoluzione francese, politicamente un intermezzo,  apporta però  nuove idee e nel 1805 Napoleone diventa re d’ Italia, finalmente si riparla di Unità.
Il Congresso di Vienna divide ancora l’ Italia ma le nuove idee hanno preso piede: Carboneria, Mazzini, ruolo dei Savoia.
Guerre d’ indipendenza promosse dal Regno Sabaudo ma la partecipazione degli altri italiani cresce sempre di più.   Il Regno Sabaudo è l’ unico stato  costituzionale della penisola: libertà
Problema sociale, federalismo, liberalismo.
Negli anni 1959-1960 lo Stato Sabaudo si allarga, si arriva al Regno d’ Italia sia pure con gravi problemi  in particolare al sud: povertà, resistenza, banditismo.
Diseguaglianze profonde fra nord e sud
L’ Italia unita (mancano ancora le Venezie e Roma) è uno stato povero, indebitato, con alti tassi di analfabetismo. Grandi differenze con i Paesi più evoluti.  Emigrazione
Dall’ Unità tutta l’ Italia ha fatto enormi progressi ed anche se ci sono molte diseguaglianze (regionali e sociali) ci possiamo confrontare ora con le Nazioni più evolute e ricche.
Oggi aumenta il potere delle Istituzioni sovranazionali, l’ informazione non è più un monopolio ma non decadono le ragioni di unità e collaborazione fra le forze del Paese che sono  indispensabili per il progresso della nostra Patria.

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