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Incontro con il Sindaco Roberto Cosolini

31 ottobre 2011

Il 26 ottobre abbiamo avuto il piacere di avere il Sindaco Robetro Cosolini ospite del nostro Club.

Il Sindaco  ha illustrato alcuni propositi che intende realizzare nel suo mandato: di seguito alcuni appunti sparsi sugli argomenti di maggiore interesse.

Alla fine della piacevole serata consueta consegna del guidoncino del Club e un augurio di poter realizzare i progetti desiderati.

Il Sindaco Roberto Cosolini esordisce ricordando che Trieste è una città che vanta una elevata qualità della vita, ma questa ricchezza è in pericolo, minacciata dalla crisi economica.  La ricchezza sociale di Trieste è un serbatorio riempito in passato che ha urgenza di nuovo carburante.  Se vogliamo che la buona qualità della vita si estenda nel tempo e si allarghi a chi ne è o rischia di esserne escluso,  come i giovani,  è necessario immettere nuovo carburante attraverso  una stagione di sviluppo economico.   Altrimenti la macchina è destinata a fermarsi.

Il lavoro è al primo posto tra i problemi che toccano il cittadino e questi si aspettano soluzioni anche da parte del Comune.  La questione del lavoro passa attraverso il rilancio del Porto ed il recupero di Porto Vecchio, le bonifiche, le infrastrutture logistiche, il sistema dei trasporti (la città è sempre più isolata), la valorizzazione di Trieste come polo scientifico, turistico,  culturale, commerciale ed imprenditoriale.  Prioritario è rivitalizzare ed incrementare i collegamenti via mare e per terra di treni (collegamento tra il Porto e la Trieste-Monfalcone) ed aerei.

Cosolini  sottolinea con forza che compito  del Sindaco è usare le proprie competenze dirette per migliorare la città  attrraverso una visione strategica,  condivisa dalla comunità, ma anche  rappresentare con autorevolezza le istanze e le necessità della comunità cittadina  presso la Regione, lo Stato e gli enti a partecipazione pubblica:  e qui ci annuncia che farà il possibile per definire e migliorare la situazione dei collegamenti ferroviari mediante incontri personali con l’AD delle Ferrovie Moretti.

Alcune osservazioni sul Porto Vecchio.  Tutti d’accordo sulla necessità di rivitalizzare questi spazi e  restituirli alla Città ospitando in essi un giusto mix tra destinazione  culturale,  di formazione,  commerciale e residenziale.   Sotto quest’ultimo aspetto vanno pensati diversi tipi di residenzialità, e tra questi anche delle foresterie per studenti e ricercatori nonché una porzione destinata all’edilizia sociale, nell’ottica del superamento della contrapposizione tra quartieri per poveri e quartieri per ricchi.

Il turismo,  una risorsa della città  sempre più importante, va valorizzato e incrementato con una maggiore fruizione degli spazi a mare e insediamento di tutte le attività commerciali ad esse collegate,  con la realizzazione di parcheggi sotterranei già progettati e autofinazniati , che possono liberare le rive dalle macchine parcheggiate in superficie e favorire, anche con interventi di arredo, la possibilità di camminare e sostare sul mare.

Anche la cultura può fungere da volano per il turimo.  La cultura è un bene fondamentale della città e Trieste per la sua storia di punto di incontro tra le diverse identità e patrimoni culturali,  può proporsi come Città di Cultura Europea.  Ecco allora l’importanza di creare itinerari storici, letterali, religiosi e  architettonici, veri e propri percorsi che si snodano nella città attraverso i siti ed i luoghi simbolo, che restituiscano ai turisti ma nache ai cittadini una visione d’insieme del patrimonio della città ed aiutino ad apprezzarne e comprenderne i tratti più profondi e caratteristici.

E infine alcune note sul Piano Regolatore Generale.   Il Sindaco tiene a sottolineare che il nuovo PRG è il frutto degli apporti costruttivi venuti dalle associazioni ambientaliste, dagli ordini professionali e dalla associazioni di categoria.  Le direttive di fondo del PRG puntano a perseguire lo sviluppo nel rispetto e nella valorizzazione della qualità del territorio, offrendo una visione complessiva della città nell’arco di 15-20 anni.  Grande attenzione quindi al patrimonio culturale, all’economia del mare, al turismo e alla conoscenza, ma anche all’agricoltura tradizionale non intensiva, alla riqualificazione del patrimonio industriale e alla localizzazione di siti idonei per lo smaltimento dei rifiuti inerti.
Sul fronte del pericolo di cementificazione selvaggia e al contenimento del consumo del suolo, evidenzia la necessità del recupero di aree urbanizzate degradate e di molti immobili sotto utilizzati, per riqualificare e rifunzionalizzare l’esistente, incentivando l’uso del patrimonio edilizio. Altri obiettivi interessanti sono legati alla mobilità sostenibile,  con il rafforzamento della rete ciclo-pedonale e anche di nuove strutture stradali dove si riscontrano eventuali carenze. Massima integrazione e interazione inoltre con i piani del traffico e dei parcheggi.

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