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La scienza e le sue ricadute: cosa manca a Trieste

13 giugno 2019
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Foto ricordo con Mauro Giacca e sua moglie,  Serena Cividin.

“La scienza e le sue ricadute: cosa manca a Trieste” il titolo della conversazione del Prof. Mauro Giacca – Direttore Generale del ICGEB (International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology) e professore presso  l’Istituto di Medicina e Scienze Cardiovascolari del King’s College di Londra – nostro gradito ospite insieme a Sua moglie, dott.ssa Serena Cividin.

«Sono triestino, mi sono laureato a Trieste e trovo paradossale la scollatura che c’è tra il mondo della scienza ad alto livello, eccelso, e l’amministratore o il cittadino della città, che non si accorgono di questa. Non c’è alcuna ricaduta sulla città e questo perché manca la capacità di trasferire le tecnologie sviluppate nei laboratori» ad aziende, alla cittadinanza, «per creare ad esempio, start up innovative. Basti pensare che nessuno dell’amministrazione comunale è venuto all’Icgeb. Un pò più vicina è invece la Regione Fvg».

Lo ha detto il direttore uscente dell’Icgeb Mauro Giacca, alla conferenza stampa alla vigilia del board che nominerà un nuovo direttore mentre Giacca ha accettato un incarico a Londra. Città dove, invece, il trasferimento tecnologico c’è: «In Italia ci sono 5 mila imprese innovative, mentre solo nella zona di Londra ce ne sono 250 mila. E questo dà un’idea anche del finanziamento che gira intorno a questo tipo di attività che spero arrivi fino ai pazienti». Giacca ha proseguito: «C’è un ente, l’Area di ricerca, che si comporta come un imprenditore immobiliare e che ci ha chiesto un aumento di 300 mila euro all’anno sui 900 mila che già paghiamo, di cui la metà sono spese per utenze – ha proseguito il genetista -. Il ministero degli Esteri ci sostiene, ci aiuterà anche in questa occasione».

La città ha bisogno di «professionisti nel trasferimento tecnologico, cioè bisogna che si doti, non solo per l’Icgeb ma anche per tutti gli enti di ricerca di eccellenza, di professionisti che sappiano di scienza e di ricadute che la scienza può dare – ha indicato Giacca -. Non sto parlando di creare fiere per giovani con il premio di 3 mila euro per l’idea geniale di un neolaureato, ma di mettere in piedi start-up da diverse decine di milioni di euro che riescano, soprattutto nell’ambito medico, a creare nuovi prodotti, nuovi farmaci in cui ci siano capitali da poter utilizzare. Se non si creano figure di esperti di trasferimento tecnologico, la città vivrà sempre questo scollamento».

È una delle due ragioni per cui lo scienziato lascia l’incarico; l’altra è la possibilità di «dedicarsi alla ricerca. Ho avuto un ruolo manageriale di alto livello, poco compatibile con la ricerca. Sono stati anni molto intensi, lascio un ente in fase di espansione e consolidamento, con attività in aumento a livelli internazionali, accademico e di pubblicazioni»

Il Piccolo, 20 maggio 2019

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Il Prof. Mauro Giacca si è laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Trieste nel 1984 ed ha conseguito un Dottorato di ricerca in Microbiologia presso l’Università di Genova nel 1989.

Dal 2014, è il Direttore Generale dell’International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology (ICGEB), un’Organizzazione Internazionale per la ricerca e l’alta formazione nel sistema delle Nazioni Unite con sedi a Trieste, New Delhi (India) e Cape Town (Sudafrica).

Dal 2019 è Professore in Scienze Cardiovascolari, presso l’Istituto di Medicina e Scienze Cardiovascolari del King’s College di Londra.

Dal 2004 al 2014, è stato Direttore della Sede Italiana dell’ICGEB a Trieste. Dal 2005 è Professore Ordinario di Biologia Molecolare al Dipartimento di Scienze Mediche dell’Università di Trieste. Dal 2000 al 2005 è stato Professore Associato di Biologia Molecolare presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, dove ha fondato e diretto il Laboratorio di Biologia Molecolare.

I suoi interessi scientifici sono rivolti allo sviluppo di terapie innovative per le malattie degenerative, in particolare di farmaci biologici per i pazienti con infarto del miocardio e scompenso cardiaco, settore nel quale è considerato un esperto a livello internazionale. Ha pubblicato più di 330 articoli in extenso su riviste internazionali di prestigio, oltre a una ventina di rassegne o capitoli di libri. Presenta regolarmente la sua attività di ricerca a meeting scientifici e seminari in tutto il mondo.  Pubblica anche con regolarità articoli ed editoriali su quotidiani e riviste di divulgazione scientifica; dal 2011 tiene la rubrica fissa settimanale “Al Microscopio” sul Il Piccolo di Trieste. Dal 2012 è iscritto all’Ordine dei Giornalisti.

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