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Il “Metaformismo”

27 aprile 2017
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Il Maestro Roberto Tigelli con la Presidente e la Prof.ssa Giulia Sillato

Serata dedicata all’arte insieme al Maestro Roberto Tigelli e alla Prof.ssa Giulia Sillato, storico dell’arte, che ci ha introdotto ai principi del “Metaformismo”, una nuova visione storico-artistica da Lei teorizzata nel 2010, dopo numerosi anni di indagini e studi.

I principi trovano  fondamento su una lettura estetica innovativa e rivoluzionaria, con cui la Sillato riscrive le ultime pagine della storia dell’arte moderna, sostenendo che l’espressione artistica non figurativa, non è mai stata abbandonata dalle forme, riconoscibili, queste, concentrando la propria attenzione sulle aggregazioni “formali” presenti nelle espressioni cosiddette “astratte”  (per approfondimenti si rinvia alla fine dell’articolo).

Ad inizio serata si è svolta la cerimonia di ammissione al club del dott. Federico Torrisi. Con soddisfazione la Presidente e madrina Cristiana Vidali, insieme al Past Presidente Claudio Borghi hanno formalizzato secondo le procedure Lionistiche,  l’entrata del dott. Federico Torrisi nel sodalizio.
L’ammissione di un nuovo socio prevede un cerimoniale denso di significato: l’invito del Presidente del Club al nuovo socio di avvicinarsi al tavolo d’onore, accompagnato dal socio Padrino; la lettura di un breve curriculum,  che ne evidenzia le qualità morali e gli aspetti più significativi della vita personale e lavorativa del nuovo socio; le motivazioni per le quali il Consiglio Direttivo, su proposta del Comitato Soci, ha ritenuto meritevole l’ammissione del nuovo socio al Lions Club Trieste San Giusto.   La cerimonia di ammissione è seguita sempre con grande attenzione da tutti i soci, perché è come rinnovare il proprio impegno personale al Club e all’Associazione del Lions International.

Una cerimonia importante ed emozionante che è continuata con la lettura della formula introduttiva rivolta al nuovo socio e con la lettura da parte di costui della formula di Impegno. Quindi la conclusione con l’appunta del distintivo sulla giacca di Federico da parte della Presidente, accolta da un caloroso e affettuoso applauso da parte dei presenti. La Presidente, nel dargli il benvenuto nella grande famiglia dei Lions, ha  ricordato a tutti i soci, che il motto “We serve”  non è solo una frase, ma un impegno che i Lions hanno verso la Società. Un benvenuto dunque all’amico Federico, che saprà portare entusiasmo ed energia al Club, con un leale spirito di servizio.

Approfondimenti  (tratto dal sito  http://www.ilmetaformismo.it/)

COS’E’ IL METAFORMISMO

Con il termine di “metaformismo” non si vuole intendere né un gruppo artistico, né un movimento, né una corrente, bensì un principio linguistico unitario, comune a tutte le espressioni artistiche del Novecento, che Giulia Sillato, storico dell’arte di scuola longhiana, ha individuato a seguito di una sistematica analisi del mondo dell’arte contemporanea italiana e straniera attraverso l’esperienza di numerose rassegne, ideate e curate personalmente in siti museali di prestigio culturale a partire dal 1994 ad oggi: la Metaforma.   Implicita nell’arte antica, ambito dal quale l’autore proviene, essa si trasmette al linguaggio artistico moderno, dando origine a quelle fenomenologie artistiche sinora indicate con vocaboli come astratto, informale, espressionista, minimalista e numerosi altri, finiti nel disuso semantico e concettuale, poiché non corrispondono più a quelle in modo circoscritto, evolutasi l’espressività contemporanea al punto da indurre lo storico a una riformulazione comprensiva di tutte le possibili sfaccettature dell’arte di questi ultimi cinquant’anni, sempre convinto che la Forma è ribaltata a partire dalla fine dell’Ottocento sia stata in realtà persistentemente sottintesa a qualsiasi operazione artistica. Entrano nel grande gioco del Metaformismo tutte quelle espressioni dell’arte che integrano e perfezionano il dialogo con le Avanguardie del Novecento adeguandolo, opportunamente, alle misure concettuali e tecniche della nostra contemporaneità. L’intento, pertanto, lungi dal fondare l’ennesimo gruppo, ché di questi la storia dell’arte è variamente affollata, è quello di offrire un nuovo orientamento critico per meglio qualificare la poliformìa dei mezzi espressivi odierni.

I MILLE VOLTI DEL METAFORMISMO

Metaformismo: vocabolo di cui non c’è traccia sufficientemente esplicativa nell’enciclopedismo storico-artistico, ma solo fugace intuizione di chi, in anni recenti comunque, ha tentato di mettere a fuoco l’identità di un’opera e del suo autore nell’attimo in cui appariva troppo palese l’inadeguatezza e la forzosità dei termini solitamente usati: astratto, informale, espressionista e simili… è sotto gli occhi di tutti che l’espressione pittorica contemporanea, quella più vicina a noi, quella di questi ultimi trent’anni, abbia guadagnato sicure distanze spazio-temporali dai canoni mentali e tecnici connotanti le stesse correnti, gli stessi movimenti sempre identificati come avanguardia storica, al punto che negli anni ‘80 Achille Bonito Oliva dovette ricorrere a un nuovo conio, gettando basi critiche credibili per una “transavanguardia”, estremizzante le posizioni della prima. Il successo planetario che ne conseguì non era imputabile, a mio avviso, solamente al ruolo eminente del personaggio all’epoca, ma anche, e inevitabilmente, alla verità celata nel nome del gruppo, che per la prima volta introduceva, nella storia e nella critica d’arte, l’unica dinamica possibile in grado di individuare coordinate utili a un corretto studio dell’arte dell’ultimo Novecento:

  1. La necessità, innanzitutto, di anteporre a qualsiasi forma di creatività, artisticamente riconoscibile, la prima di cui esista secolare memoria, ossia la pittura;
  2. la spinta ad estreme conseguenze di ricerca (anche se in quel caso con il concetto di “estremo” si intendeva indirizzare le energie su un necessario recupero della pittura);
  3. la rincorsa al superamento continuo delle posizioni, rivolte alla ricerca costante e mai scontate;
  4. la sfida incessante tra menti e mezzi deputati alla fabbricazione di immagini. Oggi, a distanza di più di trent’anni da quella vicenda e attraverso l’inaspettato avvento della tecnologia, l’artista vive una dimensione totalizzante che non si deve sottovalutare, trascurare e neppure strumentalizzare a fini di lucro come, invece, accade sempre più spesso.

Paradossalmente, l’artista odierno ha più possibilità di orientamento creativo, rispetto al passato, consapevole com’è di poter attingere linfa ispirativa a più fonti, ma eccede in libertà espressiva: questa è assoluta, inquietante, svincolata, da ogni preclusione, di qualsiasi ordine, vaglio e scrupolo, al punto che nei circuiti internazionali, avviati da chi si ritiene abbia la voce finanziaria più grossa, hanno preso piede proposte dissacranti la pratica del pennello… tant’è la lontananza che le divide dalla tradizionale pittura la quale, invece, di strada ne ha fatto tanta anch’essa e attende una ridefinizione della propria rinnovata identità. In simile mare magnum come non accorgersi del viaggio avventuroso della forma tra le migliaia di stili

GIULIA SILLATO AUTORE IDEATORE

Giulia Sillato, laureata con lode nel 1970 in Lettere Moderne e Filosofia presso l’Università degli Studi Federico II di Napoli, si è specializzata in Storia dell’Arte Medioevale e Rinascimentale sotto il magistero di Ferdinando Bologna, longhiano d’eccezione. Nel 1975 inizia a definire la propria professionalità nei settori di Arte Contemporanea e Critica d’Arte tramite i corsi diretti da Maurizio Calvesi presso La Sapienza di Roma. Ha insegnato Storia dell’Arte e delle Arti Applicate in Accademie di Belle Arti e Istituti di indirizzo artistico a Napoli e a Verona. Nel 1997, ormai residente a Verona da numerosi anni, decide di non accettare l’invito di Federico Zeri a raggiungerlo a Roma per una collaborazione agli eventi delle Scuderie del Quirinale, preferendo restare nel contemporaneo.

Dopo i primi approcci al mondo degli artisti viventi, fa partire un evento culturale, progettato qualche anno prima: “L’Arte Contemporanea nelle antiche dimore” 1994, serie di rassegne in luoghi museali che si sarebbe rivelata fortunata, positivamente chiaccherata e più volte oggetto di reportage televisivi nazionali. Questa lunga esperienza le consente, inoltre, di verificare sul campo il possibile nesso tra Antico e Moderno e la semantica dei rispettivi linguaggi.  Sono queste le premesse del Metaformismo, che viene presentato per la prima volta nel 2010, nelle Sale del Castellare del Palazzo Ducale di Urbino, nell’ambito della 27° Edizione del ciclo itinerante delle Antiche Dimore.

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