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La colonizzazione di Marte

13 marzo 2014
Tramonto su Marte

Tramonto su Marte

Questo il titolo della appassionante conversazione del Prof. Giorgio Sedmak,  non è più fantascienza!

La storia dell’Uomo, la nostra storia, è la storia dell’esplorazione del mondo in cui siamo nati e ci siamo evoluti alla ricerca di risorse e dell’ignoto, seguita prima dalla colonizzazione e poi dal popolamento dei nuovi territori. Finora, questo mondo è stato il nostro pianeta originario, la Terra, ma con l’era spaziale è arrivato il momento dell’espansione al di là dei suoi confini.

Cinque secoli di ricerca astronomica e di sviluppo tecnologico culminati nella astronomia spaziale del ventesimo secolo hanno permesso di studiare e conoscere in dettaglio il nostro sistema solare. L’uomo è arrivato sulla Luna nel 1969 e pochi anni dopo i nostri osservatori robot hanno avvicinato altri pianeti circumsolari come Giove e Saturno e sono arrivati su Marte. L’esplorazione non è conclusa, ma la colonizzazione può iniziare. La prima destinazione è Marte.

La scelta di Marte dipende primariamente da due fattori, la relativa vicinanza e la relativa abitabilità.

La distanza di Marte dalla Terra varia fra 55 e e 400 milioni di chilometri, un viaggio che con la tecnologia di propulsione spaziale oggi disponibile avrebbe una durata di 210 giorni. I problemi medici e psicologici di questa lunga permanenza nel ridotto spazio di una astronave sono stati studiati a terra su un equipaggio di 6 astronauti tenuti in isolamento per 17 mesi, dal 2010 al 2011, nell’astronave simulata Mars500 in Russia. Questa durata sarà riducibile fino a 30 giorni con la propulsione a plasma o a fusione, tecnologie in corso di sviluppo dal 2000 e disponibili entro il 2040. Il fattore durata è fondamentale per il sostanziale abbattimento della dose di radiazioni a cui saranno esposti gli astronauti, oggi corrispondente al 10% di probabilità di insorgenze tumorali.

L’abitabilità di Marte è parziale a causa della bassissima pressione atmosferica, circa 1% della pressione terrestre. Le colonie marziane quindi dovranno essere ambienti stagni. L’anno marziano è circa il doppio del nostro, il giorno ha praticamente la stessa durata, la gravità è un terzo della gravità terrestre, la temperatura varia da massimi anche di 20°C a minimi di -140°C e sono disponibili acqua sotto forma di ghiaccio e metano, fondamentali quali risorse vitati ed energetiche.

Vanno comunque assicurati i supporti necessari sia al viaggio Terra – Marte, sia alla permanenza su Marte. Occorrono sistemi di produzione di componenti di ricambio, sistemi di realizzazione di moduli abitativi, sistemi di produzione e processo alimentare. La tecnologia primaria prevista per queste necessità è la stampa tridimensionale 3D, che può operare su materiale dal biologico all’inorganico in genere e in particolare al metallico, permettendo di stampare componenti di tutti i tipi inclusi cibi e materiale cellulare ad uso medico. La produzione alimentare invece sarà affidata a moduli di agricoltura idroponica e standard.

La prima missione di colonizzazione su Marte potrebbe essere l’europea Mars One, inizialmente di sola andata, basata su lanciatori commerciali USA Falcon con propulsori a getto Merlin e moduli abitabili Dragon, questi ultimi da collegare fra loro dopo la discesa su Marte. La missione Mars One è finanziata dalla omonima fondazione creata in Olanda nel 2012. Il lancio del primo modulo è previsto nel 2023 e nel 2013 è stata chiusa l’ammissione di 200000 candidati alla selezione dei primi quattro coloni. Una analoga missione USA è Mars Direct, prevista con andata e ritorno, che però è stata sospesa per motivi economici nel 2011.

L’espansione della colonizzazione umana su Marte è prevista a rapida crescita, fino a 80000 persone all’anno nella seconda metà del secolo, sulla spinta della pressione demografica sulla Terra e delle opportunità di un mondo totalmente nuovo. Stando a Darwin e alle leggi dell’evoluzione stiamo per assistere alla nascita di un nuovo ramo dell’umanità?  Arrivederci al 2023 per la conferma.

 

Fascisti su Marte

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