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Tu che mi hai preso il cuor: l’operetta a Trieste

14 giugno 2012

Prof.ssa Isabella Gallo

La Prof.ssa Isabella Gallo,  critico musicale, autrice di testi e conduttrice radiofonica, voce della RAI, nonché attenta commentatrice di eventi musicali,  ci ha intrattenuto ieri sera con grande brio e vivacità sul tema dell’operetta a Trieste.

Traendo spunto dalla famosa romanza “Tu che m’hai preso il cuor ”  tratta dall’operetta  “Il paese del sorriso”,   la relatrice ci ha illustrato con le parole e con l’ausilio di video alcuni momenti  che hanno reso questo genere di rappresentazione tanto amato dai triestini.   Da oltre 40 anni la nostra città ospita il  Festival internazionale dell’operetta,  giunto alla 43 edizione, che quest’anno ha subito consistenti tagli a seguito della riduzione dei contributi agli enti lirici.

Tu che mi hai preso il cuor interpretata da Luciano Pavarotti:  link

“L’operetta, è un genere teatrale e musicale nato intorno al primo ventennio dell’Ottocento in Francia e solo successivamente in Austria. Differisce dal più tradizionale melodramma per l’alternanza sistematica di brani musicali e parti dialogate.
Sotto questo aspetto l’operetta è altrettanto vicina al teatro di prosa o al genere del vaudeville, anche se non bisogna dimenticare che, nell’Europa centrale, il teatro d’opera leggero o comico presentava già in precedenza una simile alternanza di canto e recitazione, nei generi dell’opéra-comique e del singspiel.
La peculiarità dell’operetta non consiste nella presenza di parti recitate e di trame semplici e inverosimili, né nella sua sfarzosa cornice scenica o nel gusto della parodia; in realtà, ciò che la caratterizza è la vivacità musicale, l’immediata godibilità e, soprattutto, l’aspetto coreografico: infatti sono proprio le danze a costituire il nucleo fondamentale dello spettacolo e ad esercitare sugli spettatori un interesse quasi ossessivo.

D’altra parte il genere dell’operetta non si identifica solo con una forma, ma soprattutto con un gusto ed una dimensione culturale, quella della borghesia francese e austriaca fin de siecle, con la sua predilezione per le storie sentimentali ambientate nella buona società del tempo.

Uno dei padri dell’operetta francese fu l’ebreo tedesco (naturalizzato francese) Jacques Offenbach, mentre in Austria il genere fu portato alla massima espressione da Johann Strauß figlio e, in pieno Novecento, da Franz Lehár.    Il genere dell’operetta ebbe vita breve ma tra i suoi eredi si possono annoverare gli spettacoli di varietà o rivista e il moderno musical”.  (tratto da Wikipedia)

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