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Area Science Park

22 Maggio 2026

 Abbiamo ospitato la prof.ssa Caterina Petrillo, Presidente di Area Science Park, per una conferenza dal titolo “L’investimento in infrastrutture di ricerca e tecnologie come motore per la crescita dei territori: l’esperienza di Area Science Park”.  La prof.ssa Petrillo ha illustrato il rapporto tra ricerca scientifica, infrastrutture tecnologiche e sviluppo economico del territorio, prendendo come riferimento l’esperienza del Friuli Venezia Giulia e, in particolare, del sistema scientifico triestino.

La relazione ha evidenziato come la presenza di enti di ricerca, università, infrastrutture scientifiche e imprese innovative abbia contribuito nel tempo a definire una specifica vocazione del territorio verso la ricerca, l’innovazione e l’internazionalizzazione.Il tema centrale della conferenza è stato l’investimento in ricerca come fattore di crescita. La Presidente ha sottolineato che investire in ricerca non significa sostenere una spesa isolata, ma alimentare un sistema capace di produrre conoscenza, competenze, trasferimento tecnologico e ricadute economiche. In questa prospettiva, la ricerca diventa uno strumento di sviluppo territoriale quando è inserita in un ecosistema organizzato e collegato con il mondo produttivo.

Un riferimento centrale della relazione è stato Area Science Park, ente pubblico nazionale di ricerca nato nel 1978 e oggi attivo nello sviluppo di infrastrutture di ricerca e tecnologiche a supporto dell’innovazione. A quasi cinquant’anni dalla sua istituzione, Area Science Park opera in un contesto territoriale nel quale sono presenti università, centri di ricerca internazionali, laboratori, imprese e startup. La sua missione si concentra oggi anche sull’innovazione deep tech, con attenzione a settori quali scienze della vita, materiali innovativi, data science, intelligenza artificiale e tecnologie quantistiche.

La prof.ssa Petrillo ha richiamato anche la nascita e lo sviluppo di Elettra Sincrotrone Trieste, infrastruttura di ricerca multidisciplinare specializzata nella generazione di luce di sincrotrone e laser a elettroni liberi. Elettra costituisce uno degli esempi più rappresentativi della capacità del territorio triestino di dotarsi di strumenti scientifici avanzati, utilizzati per applicazioni nell’analisi dei materiali, nella biologia e in diversi ambiti della ricerca sperimentale.   La Presidente ha collocato questa esperienza all’interno di una visione più ampia: la crescita del polo scientifico triestino è stata resa possibile da scelte istituzionali e investimenti realizzati nel tempo con continuità. La presenza di realtà come SISSA, ICTP, ICGEB, Area Science Park ed Elettra ha contribuito a creare un sistema della ricerca con una dimensione internazionale, capace di attrarre studenti, ricercatori, docenti, competenze e finanziamenti.

Nel corso dell’intervento è stato inoltre richiamato il dato relativo al ritorno degli investimenti in alta tecnologia: per ogni euro investito, il ritorno stimato è pari a tre euro. Il dato è stato utilizzato per evidenziare come le infrastrutture di ricerca possano generare effetti economici misurabili, anche attraverso startup innovative, brevetti, collaborazioni con imprese, trasferimento tecnologico e occupazione qualificata.

La prof.ssa Petrillo ha inoltre ricordato che il Friuli Venezia Giulia presenta un sistema dell’innovazione articolato, con numerose startup innovative e imprese attive in ricerca e sviluppo. Nel periodo 2011-2020 le aziende del territorio hanno depositato oltre mille brevetti italiani e centinaia di brevetti europei. Questi elementi confermano la presenza di un tessuto produttivo capace di interagire con il sistema scientifico.

La conferenza ha quindi offerto una lettura dell’esperienza triestina come caso di integrazione tra ricerca, infrastrutture, istituzioni e imprese. Il messaggio conclusivo può essere sintetizzato nell’idea che la crescita dei territori richiede investimenti di lungo periodo, capacità di coordinamento e collegamento tra conoscenza scientifica e applicazioni concrete.  Per il Club, l’incontro ha rappresentato un’occasione di approfondimento su un tema strettamente legato allo sviluppo della comunità locale e al ruolo che la ricerca può assumere nella costruzione di nuove opportunità economiche, sociali e professionali.

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