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“WALL OF DOLLS” a Trieste

5 dicembre 2020

No violence

Arriva anche a Trieste il progetto Wall Of Dolls (Muro delle Bambole), l’installazione che denuncia la violenza sulle donne, attraverso la rappresentazione di un muro di silenzio da abbattere, demolire, scuotendo le coscienze di chi vi passa accanto.

Il progetto è stato sponsorizzato anche dal nostro Club.

Wall_of_dolls_long_italian-Trieste

La violenza, che purtroppo si fa sempre più protagonista in questi anni, sconvolge e stravolge ma non può bloccare il nostro impegno a sensibilizzare e modificare questa grave piaga sociale. Nello specifico si sono mostrate più efficaci le iniziative sul tema che passano dei messaggi importanti partendo dal piano emotivo sollecitato dall’utilizzo delle realizzazioni artistiche ed iniziative conviviali. 

Il progetto Wall of Dolls a Trieste porta nella nostra città, in Parco Villa Bazzoni di Via Navali  9, un’installazione artistica permanente già presente nei maggiori comuni italiani, per sensibilizzare su questo tema sia su un piano artistico che educativo grazie alla Onlus Wall of Dolls fondata da Jo Squillo a Milano e creando una sinergia coinvolgendo associazioni e realtà locali ed estere al fine di portare visibilità, sensibilità e modalità sempre nuove e partecipative attorno a questo argomento.  È prevista pertanto la partecipazione attiva di artisti locali, nazionali e mondiali grazie all’associazione Adei Wizo ed all’associazione Italiane a Londra in collaborazione con la start up Port ArtWomen che realizzeranno le bambole dedicate ad ogni donna vittima di violenza. 

Inoltre vi sarà l’associazione di promozione sociale Nova Accademia Alpe Adria che creerà successivamente delle iniziative artistiche di musica e ballo sempre presso l’istallazione, in cui gli artisti saranno pariteticamente uomini e donne per favorire il diffondersi del messaggio dell’integrazione e della complementarietà anche con il coinvolgimento attivo delle scuole e di professionisti sanitari locali. Saranno inoltre realizzate serate a tema presso l’Hotel Hilton che, in partnership con un’azienda vinicola, proporrà un evento che  unendo convivialità ed arte, sensibilizzerà sul tema della violenza e darà un contributo economico alla Onlus Wall of Dolls per aiutare le donne vittime di violenza e i figli a far fronte alle spese sanitarie, ma anche di partecipazione a corsi formativi,  sportivi, artistici necessari per sviluppare una vera integrazione sociale e l’espressione di nuove capacità per poter creare un futuro migliore. Verranno infine sensibilizzate le palestre per sviluppare forme possibili di volontariato per accompagnamento e protezione delle vittime di violenza.

Questa installazione ha avuto molti patrocini tra cui spicca quello del Comune di Trieste, del Lions Club Trieste San Giusto, della Consulta Femminile, di Adei Wizo, del GOAP, di Espressioni, del Rotary Club Trieste, Trieste Alto Adriatico, Trieste Nord e di tutto il Distretto Rotary INTERNATIONAL 2060, i KENTUKY COLONELLS e molte altre realtà. Per la prima volta sono stati uniti uomini e donne, di associazioni,  enti e imprese intorno ad una installazione così d’impatto e di profondità di messaggio. L’idea è che si abbatta il muro di silenzio che sottende la violenza sulle donne e lo si sostituisca con un muro della memoria, un muro in cui vengano ricordate le donne non solo vittime ma soprattutto eroine dei nostri tempi così complessi.  

Come diceva un noto articolo purtroppo ahimé diventiamo bambole “quando subiamo stupri. Siamo, un po’, bambole quando la moda crea abiti che non potrebbero essere indossati da una donna con il peso nella norma e in buona salute. Siamo, un po’, bambole quando stigmatizzano le nostre scelte sessuali e vogliono imporre sul nostro desiderio leggi morali. Siamo, anche un po’, bambole quando la moda e la pubblicità utilizzano le parti del nostro corpo per commercializzare ogni tipo merce, e anche quando fotografano modelle nel bagagliaio di un’auto con le gambe penzoloni  solo per fare pubblicità ad un bel paio di stivali”.

Partendo da queste ed altre riflessioni sociali si vuole quindi rappresentare bambole diverse, donne diverse da un oggetto inanimato, che potevano vivere ed essere felici ma che sono state oggetto di violenza, discriminazione o di omicidio. Le bambole dell’opera non saranno quindi necessariamente tristi proprio per creare la contrapposizione tra la bellezza di una vita e la brutalità del male che la interrompe. Per questo ogni persona che partecipa ha pensato e può pensare ad una donna in particolare e se può o ritiene fare foto o video di spiegazione di ciò che sente mentre si dedica a quest’opera: è  un pensiero profondo per chi ha dovuto subire. Per questo sono stato realizzate poesie che poi saranno trascritte in apposite targhe colorate.

Come partecipante il nome verrà scritto in un cartellone affisso sull’installazione che verrà inaugurata dopo il 13 dicembre alle ore 10:00 dalle autorità e a cui ogni persona partecipante e associazione sarà’ invitatissima e bello sarebbe potesse esprimere il proprio pensiero rivolto a chi rimarrà per sempre nella nostra memoria aiutandoci,  tutti insieme a costruire un futuro migliore per tutti.

Elisabetta Maresio

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