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La Regione FVG e la tutela dell’ambiente con Antonio Giust

18 dicembre 2012
Ing. Antonio Giust

Ing. Antonio Giust

L’azione di salvaguardia dell’ambiente è finalizzata alla conservazione delle peculiarità naturali del territorio ma è  anche una opportunità di sviluppo sostenibile.  La biodiversità del Friuli Venezia Giulia è estremamente ricca e particolare, anche in considerazione della estensione esigua del suo territorio. Presenta fenomeni naturali di valore internazionale (dalla laguna al Carso, dalle risorgive alle Dolomiti), un patrimonio forestale pregiato, un esteso sistema di parchi e riserve naturali.   Su queste premesse il nostro socio Antonio Giust, specializzato in  ingegneria sanitaria e ambientale, ha tenuto una conversazione sul tema  “La Regione F.V.G.: 50 anni di autonomia regionale nel settore della tutela dell’ambiente”.

Di seguito una breve relazione sul tema.

“La regione Friuli Venezia Giulia: 50 anni di autonomia regionale nel settore della tutela dell’ambiente”

Premessa

La politica dell’ambiente fonda i propri principi sulla protezione della salute umana, sulla possibilità di disporre in modo durevole di tutte le risorse che condizionano la qualità della vita e sulla conservazione ed il recupero dell’ambiente naturale.

La scelta del modello di sviluppo condiziona lo stato dell’ambiente, la qualità della vita e quindi la salute.  La salute non è semplicemente l’assenza di malattie o infermità, ma è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale.

Tutela delle acque

L’acqua è un bene sempre più raro, tanto che l’ONU considera il suo consumo pro-capite come indicatore del tenore di vita delle popolazioni.

Il Piano generale per il Risanamento delle Acque, predisposto in attuazione alla L.R. 45/81, è stato approvato con D.P.R.G. n. 0384/Pres. Dd. 23.08.1982.

Gli obiettivi principali del piano erano quelli di individuare: la priorità dell’intervento dettate dallo stato degli inquinamenti, la distribuzione sul territorio degli insediamenti civili e industriali, l’ubicazione e le caratteristiche quali-quantitative dei corpi idrici superficiali e sotterranei, l’assetto idrogeologico, gli usi e le risorse idriche ed i pregi naturalistici, paesaggistici e ambientali del territorio.

Nell’ambito regionale sono state stabilite le seguenti priorità d’intervento:

–        Bacino idrografico del fiume Tagliamento,

–        Lagune di Marano e Grado,

–        Acque marittime e costiere.

La Regione era stata suddivisa in 5 zone nell’ambito delle quali venivano indicati i trattamenti più opportuni per la depurazione degli scarichi civili e industriali prima della loro immissione nei corpi idrici ricettori.

Per le zone lagunari e marittimo-costiere erano previsti in particolare trattamenti primari con scarica a mare mediante lunghe condotte (Trieste, Grado, Lignano, San Giorgio di Nogaro).

A distanza di 50 anni dalla sua costituzione, 19 gennaio 1963, la Regione FVG ha approvato, come previsto da D.Lgs. 152/2006, con delibera della G.R.n. 588 dd 13.04.2012, il Progetto di Piano Regionale di Tutela delle Acque.

Tutela dell’aria

La L. 615/66 prima ed il D.P.R. 203/88 poi, avevano affidato alle regioni le seguenti competenze:

–        La predisposizione dei piani di rilevamento, prevenzione, risanamento e conservazione del territorio;

–        La fissazione dei valori di qualità dell’aria, compresi tra i valori limite ed i valori guida determinati dallo stato;

–        La fissazione delle zone particolarmente inquinate con imposizione, ad alcune categorie di impianti, di particolari condizioni di costruzione e di gestione;

–        Il coordinamento dei sistemi di controllo e di rilevazione;

–        La predisposizione di relazioni annuali sulla qualità dell’aria.

Con L.R. 18/96 sono state recepite le competenze per il rilascio delle autorizzazioni alla costruzione e all’istallazione di nuovi impianti ed alle modifiche di quelli esistenti.

Gestione dei rifiuti

Il Piano regionale per lo Smaltimento dei Rifiuti, predisposto in attuazione della L.R. 19/85, è stato approvato con delibera della G.R. dd 21.11.1986.

I rifiuti si dividono in 3 categorie:

–        Urbani e assimilabili;

–        Speciali;

–        Tossici e nocivi (pericolosi e ospedalieri).

Ogni fase dello smaltimento (raccolta, trasporto, stoccaggio provvisorio, trattamento e stoccaggio definitivo) doveva essere autorizzata.

Le competenze della Regione erano quelle di:

–        Predisporre ed approvare il Piano;

–        Individuare le zone più idonee per la realizzazione degli impianti di smaltimento;

–        Emanare le norme tecniche e regolamentari per la costruzione e la gestione degli impianti;

–        Esaminare e approvare i progetti degli impianti.

La nostra Regione ha adottato le seguenti tecnologie di smaltimento:

–        La discarica controllata;

–        L’impianto di compostaggio;

–        L’incenerimento

L’impianto di compostaggio prevedeva il recupero della sola frazione organica (20 – 25%) dei rifiuti con la produzione di compost (concime organico) per l’agricoltura ed il resto veniva incenerito o inviato in discarica.

Oggi gli impianti più utilizzati sono gli inceneritori con recupero di energia elettrica e di calore.

Con D.Lgs. 22/97 è stato istituito il Catalogo Europeo dei Rifiuti e l’Elenco dei Rifiuti Pericolosi contrassegnati ciascuno con un apposito codice CER.

Per quanto attiene agli imballaggi è stato istituito il Consorzio Nazionale Imballaggi con obbligo di recupero e ripresa dell’usato, del riciclaggio e del conferimento del rifiuto finale al Consorzio, a spese dei produttori e degli utilizzatori.

Il D.Lgs. 152/2006 “Norme in materia ambientale” disciplina oggi tutta la legislazione relativa alla tutela delle acque, dell’aria, dei rifiuti, del rumore, del danno ambientale e delle procedure di Valutazione Impatto Ambientale (VIA), di Autorizzazione Integrale Ambientale (AIA) e trasferisce le competenze per il rilascio delle autorizzazioni allo carico delle acque, alle immissioni nell’aria atmosferica e allo smaltimento dei rifiuti alle province.

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