Tra l’AI e l’Ahi ahi ahi…
Ospite della serata la dott.ssa Oriana Cok, imprenditrice e amministratrice delegata di Gruppo Pragma, realtà attiva nel digital learning, nel coaching e nello sviluppo delle competenze umane, con la sua relazione intitolata “Tra l’AI e l’Ahi – Come restare umani nell’era dell’intelligenza artificiale”. L’incontro ha posto al centro non solo l’impatto tecnologico dell’intelligenza artificiale, ormai già presente nelle nostre decisioni, nel lavoro e nelle relazioni, ma soprattutto la sua dimensione culturale e mentale: il modo in cui essa sta cambiando il nostro pensiero, il nostro giudizio e la nostra capacità di guidare consapevolmente il cambiamento.
La dott.ssa Cok ci ha accompagnato in una riflessione lucida e attuale su una tecnologia che non appartiene più al futuro, ma al nostro presente. L’intelligenza artificiale è già dentro le decisioni, il lavoro, la comunicazione e, in misura crescente, anche nelle relazioni umane.
Il cuore dell’intervento non è stato tuttavia la tecnologia in sé, bensì la trasformazione culturale e mentale che essa sta producendo. Se la scrittura ha modificato la memoria, la stampa ha ampliato la diffusione delle idee e Internet ha rivoluzionato l’accesso alle informazioni, l’AI sta incidendo oggi sul modo stesso in cui pensiamo, formuliamo giudizi e costruiamo contenuti. È questo il passaggio più delicato: non stiamo semplicemente usando nuovi strumenti, stiamo ridefinendo il rapporto tra uomo e pensiero.
È stata illustrata l’evoluzione dall’AI “classica”, già presente da anni in molti sistemi digitali, all’AI generativa, capace di produrre testi, immagini, musica e analisi con risultati sorprendenti. Ma il messaggio più importante è stato che il futuro non coincide con la sostituzione dell’uomo da parte della macchina. In molti ambiti, come quello medico, il risultato migliore nasce dalla collaborazione tra intelligenza umana e supporto algoritmico.
Accanto alle opportunità, è emerso anche il secondo “ahi”: il rischio di delegare non solo compiti operativi, ma il pensiero stesso. Accettare risposte pronte senza spirito critico significa impoverire la nostra autonomia di giudizio.
La conclusione è stata netta: il vero tema è il mindset. In un mondo sempre più intelligente, restare umani significa rimanere consapevoli, critici, capaci di comprendere, scegliere e immaginare. Perché la risorsa decisiva del futuro non sarà soltanto la potenza delle macchine, ma la qualità del pensiero umano.

