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Service del Comitato Italo-Sloveno dell’Adriatico Settentrionale

10 giugno 2019

b8699f0b-63fb-4fc5-b84a-5b995908c2cfNell’ambito delle Relazioni Internazionali, che molti anni sono in essere tra i Lions Italiani, Sloveni e Croati, il 9 giugno si è svolto un incontro presso le scuderie del Castello di Miramare.  Da circa 10 anni i Lions dei territorio limitrofo al confine non più in essere, hanno voluto, in spirito di amicizia e collaborazione, creare dei Comitati che potessero svolgere anche attività di service reciproco.


Sono stati creati due distinti Comitati che si rivolgono a Zone diverse: il Primo COMITATO ITALO-SLOVENO dei LIONS CLUB SENZA CONFINI (che si rivolge ai club limitrofi della Zona B), e il Comitato Italo-Sloveno dei LIONS CLUB DELL’ADRIATICO SETTENTRIONALE (rivolto ai club limitrofi della Zona C ed ad alcuni club croati di recente ingresso).
Ogni anno i Lion dei 3 Distretti sunnominati svolgono un service, in modo alternato, a favore or dell’uno or degli altri 2. Il service è seguito dal Presidente di zona dell’anno in corso che viene coadiuvato dal Comitato per le Relazioni Internazionali.
L’evento descritto riguarda il Comitato dell’Adriatico  Settentrionale che ha voluto scegliere proprio il tema del mare visto come mare “nostrum”, dato che lambisce le sponde dei 3 Distretti.
La ZC Antonella Clarich ha contattato la prof.ssa Cristina Pedicchio (Presidente OGS Oceanografia e Geofisica Sperimentale) e dal loro incontro è nata l’idea di devolvere quanto raccolto pro boa MAMBO – Monitoraggio Ambientale Operativo – che si trova al largo del Castello di Miramare.
All’incontro erano presenti, oltre ai già nominati, il Governatore eletto Giorgio Sardot, i
Presidenti dei Lions Club locali accompagnati da alcuni soci, i rappresentanti del Comitato Relazioni Internazionali ed i Lions sloveni e croati.  Erano presenti inoltre l’ing. Fabio Brunetti, il dott. Maurizio Spoto, direttore di BioMa.
Dopo i saluti ed i ringraziamenti della Prof.ssa Pedicchio, l’ing. Brunetti ha illustrato le grandi potenzialità della boa MAMBO e del sensore di pressione di cui verrà dotata grazie al contributo dei Lions.
La zona costiera rappresenta un sistema complesso caratterizzato da una molteplicità di processi che si manifestano su scale spazio – temporali molto variabili. Per studiare questo tipo di sistemi è pertanto necessario monitorare in maniera continua e ad alta frequenza tutte le variabili oceanografiche e metereologiche.
A questo scopo, l’OGS ha sviluppato una boa meteo- oceanografica denominata MAMBO, molto stabile e saldamente ancorata in tre punti e collocata al confine dell’area marina protetta della Riserva Naturale Marina di Miramare nel Golfo di Trieste
(gestita dal WWF) costituita da una piattaforma galleggiante, uno scafo, un tripode e un sistema di alimentazione, dato da batterie ricaricate da pannelli solari, espressamente progettato e realizzato da un gruppo di tecnici dell’OGS.
La boa è stata posta in loco nel 1998, ed è la prima stazione meteo -marina costiera ad essere stata installata nell’Adriatico Settentrionale. Fa parte del sito Adriatico di Ricerche a lungo termine (LTER).
Monitora costantemente parametri chimici, fisici, biologici sulla salute del mare.
La boa incamera dati da 20 anni e – precisa la Prof.ssa Pedicchio “non ci sono confini nel mare per le ricerche“, e nel tempo è stata migliorata e arricchita di strumentazioni importanti ed è stata anche inserita nelle ricerche del genere nella rete dei siti a livello europeo.
La dott.ssa Elena Mauri, responsabile biologa presente, ha risposto alle domande dei presenti su aspetti puramente biologici.
La Boa MAMBO rappresenta pertanto uno dei sistemi più innovativi della Oceanografia Operazionale Costiera perché in grado di fornire un flusso di informazioni continue, accurate e tempestive che possono essere fondamentali in numerosi ambiti.
Il contributo Lions servirà ad aggiungere una strumentazione sensoristica (oggi mancante) alla boa stessa.
Al termine della spiegazione, il gruppo è stato accompagnato dal dottor Maurizio Spoto, Direttore dell’Area Marina Miramare all’interno delle ex Scuderie, dove è stata visitata l’intera struttura recentemente ristrutturata, che è sede tra l’altro di attività didattiche per bambini.
Alla fine della visita una gradevole passeggiata per il parco ha concluso questo interessante evento, nella consapevolezza che tale tipo di iniziativa contribuirà allo studio del mare e della sua difesa.
L’incontro ha suggellato ancora una volta l’amicizia ed il “lavorare insieme” tra i LC limitrofi. We serve.

Articolo tratto ad InfoTA2 di giugno 2019, sintesi elaborata da Ugo Lupattelli di due testi prodotti da: Cinzia Cosimi Massaria, Presidente del Comitato Relazioni Internazionali  e  Pia Parlato segretario LC Trieste Miramar.

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